Microracconto della Domenica n°100 – “La squadra dei giusti”

I suoi occhi erano sempre i più luminosi, e si chiedeva, nel buio di quella notte, se mai l’avrebbe perdonata. Perché il perdono è una roba grande, non sapeva se ne fosse capace.
– Secondo te, noi, io e te, siamo tra i buoni?

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Microracconto della Domenica n°95 – “Il ballo sul lago di ghiaccio”

In onore del bambino disperso nel gelo era stato organizzato un ballo sul lago di ghiaccio. Gli invitati danzavano nascosti da maschere di ogni genere. Scimmie e cavalli, cavalieri e rospi, gli eroi delle storie dello gnomo si facevano condurre dai valzer che rendevano meno gelido quell’inverno. Il lago era incastonato tra le montagne e tra un bianco tanto uniforme da spaventare chi non fosse abituato.

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Microracconto della Domenica n°94 – “Un cammello, un matrimonio e qualche riccio impegnativo”

Le gobbe erano quelle del cammello. In quella cultura il cammello portava bene, guai a sposarsi senza un cammello vestito da parata. Tutto era pronto, abiti blu e verdi, scarpe con la punta molto arricciata e, appunto, il cammello legato nel recinto. Sella blu pure lui, sputacchiera dorata.

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Microracconto della Domenica n°78 – “I cinque fiumi. Cocito”

Sotto terra si muore di freddo e il bimbo e il Re pazzo se ne andavano verso il cuore gelato di quel posto. Lande desertiche di polvere di ghiaccio si alternavano a sparse città da cui si tenevano ben distanti. Il pazzo era certamente pazzo ma sembrava conoscere la strada. Camminavano lungo le sponde di un fiume, lenti mormorii strazianti rimanevano appena udibili e sembravano emergere dalle profondità delle acque.

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Microracconto della Domenica n°75 – “Nuovi obiettivi”

Basta alzare gli occhi da sé stessi per vedere le cose belle e se lo si fa al momento giusto si può avere la fortuna di risorgere. Era rimasto ben poco dello slancio iniziale, erano rimasti sudore e fatica, poi non c’era stato più neanche quello. Il mondo si era inghiottito tutto dei momenti in cui la vita era bella, la loro incapacità di gestire lo scorrere del tempo li aveva svuotati.

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