Microracconto della Domenica n°84 – “Erotico notturno n°4 – Le stelle sulla schiena”

Aveva già rimesso tutto nei cassetti: il branco di lettere urlanti, i buoni propositi e la voglia di aspettare quelli che non avevano capito il senso della storia. Non è facile sbagliare ogni cosa, le loro vite erano un cumulo di errori, non avevano preso una sola decisione sensata fin dal primo momento. Lui, finalmente e con tanta fatica, aveva messo a riposo il suo affetto, aveva ucciso lo slancio nei confronti di quei colori pastello, perché gli dispiaceva ma la dolcezza doveva essere riservata a chi sapeva cosa volesse dire prendersi cura delle cose belle, sospendere quell’affetto era un atto doveroso nei confronti dello spirito.

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Microracconto della Domenica n°56 – “Erotico notturno n°3 – Come se fossi lei”

La respirava tra il naso e le labbra. Un odore così sensuale lo aveva quasi dimenticato e ora, ritrovandolo, non aveva intenzione di lasciarsi sfuggire un solo respiro. Le stringeva la schiena con mano grande e ferma mentre con l’altra le contava le vertebre partendo dal collo e scendendo piano. Ma lei sapeva di non essere l’origine di quella passione, gli avvicinò le labbra ad un orecchio.
– Prendimi come se fossi Lei.

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Microracconto della Domenica n°34 – “Erotico notturno n°2 – Anime di confine”

Ardevano delle due facce del fuoco della passione: uno il fuoco che scalda, l’altro il fuoco che brucia. Due esseri fondamentalmente senza pietà, di altri mondi, a modo loro ironici e cinici e perversi, di una crudeltà travolgente ben nascosta dietro facce da angeli sorridenti e benevoli. Avevano la condanna delle anime antiche, essere amati perdutamente, e la stanchezza di avere ricevuto troppo. Una voglia senza speranza di trovare il cartello con su scritto “uscita”.

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Microracconto a San Valentino – “Il mese più lungo dell’anno”

Il 14 febbraio si avvicinava e quel posto si sarebbe riempito di mignotte e di amanti, di ragazzini arrapati, di mariti tristi, di coppie malinconiche e ubriache.

Quei ragazzi avrebbero fatto un sacco di soldi e sorrisi sarcastici in risposta ad ogni logorata emozione che avrebbero visto in quelle facce. Il giorno successivo sarebbero tornati alle loro mogli e amanti e solitudini senza bere perché avrebbero fatto molto tardi e perché alcuni di loro avevano anche il coraggio di essere astemi nonostante tutto. Ognuno si arrangia a modo suo nell’arte di sopravvivere.

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Microracconto della Domenica n°15 – “Notturno n°3 in ReM – Veleno alla fragola”

Una stanza piena di specchi e due passi più in là quell’uomo che fingeva di giocare a bowling in un corridoio stretto e lungo con qualcuno giù in fondo che apriva e chiudeva frettolosamente porte colorate.

– Vieni qui che se mi abbracci domani mattina il sole non sorge.
Si fermerebbe di imbarazzo. Non ce la farebbe a tirare su la testa ancora una volta. Rimarrebbe silenzioso senza disturbare per non volere assistere a quella trasformazione.

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