La morte felice

Non rinunciare mai, Catherine. Hai tante cose dentro di te e la più nobile di tutte, il senso della felicità. Ma non aspettarti la vita da un uomo. Per questo tante donne s’ingannano. Aspettala da te stessa.

amore

Albert Camus, La morte felice

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I quadri e la rabbia

Osserva, non vista, il flusso di persone che le passano vicino e si fermano quell’istante ad osservarla mentre dipinge. Li vede dare un’occhiata a lei e uno al quadro che sta cercando di finire. Si sente frustrata, ha scelto quel posto per farsi ispirare dai volti dei presenti ma si rende conto che nessuno si ferma a sufficienza per poterne cogliere i tratti, l’espressione o anche solo un sentimento che trapeli.

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Grande come l’universo

In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l’Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l’unica cosa certa che possiamo dire sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate.

TheBeautyOfLife

Isaac Asimov, Grande come l’universo

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Capre, capre, capre.

In un Paese di capre, se non sei capra non se ne accorge nessuno. Le capre non sanno fare grandi distinzioni tra le specie animali, specialmente se queste si assomigliano tra loro.

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Microracconto della Domenica n°106 – “Non pregare per lei”

Quando si fa tardi si deve trovare il coraggio di andare a dormire perché non c’è vergogna nell’ammettere di avere sbagliato.

I due amici discendevano la collina, avevano lasciato la cima da qualche tempo dimenticando lassù tutto quello che era stato bello.

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Una donna

Alfine mi riconquistavo, alfine accettavo nella mia anima il rude impegno di camminar sola, di lottare sola, di trarre alla luce tutto quanto in me giaceva di forte, d’incontaminato, di bello; alfine arrossivo dei miei inutili rimorsi, della mia lunga sofferenza, dell’abbandono in cui avevo lasciato la mia anima, quasi odiandola. Alfine risentivo il sapore della vita.

Una donna

Sibilla Aleramo, Una donna

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Vacanza senza vacanza

Scelse la città vuota, disabitata, abbandonata, senza valige, pensieri, corpi, rumori.  Si sedette nel suo piccolo balcone, grande il giusto per ospitare un tavolino di legno con due sedie di fortuna, la sigaretta accesa e il caffè appena fatto che condivano quei pensieri curiosi. Pensava alla gente che partiva, ai ragazzi fuori sede che rientravano, al vicino di casa che come ogni anno sarebbe partito con la sua compagna per andare a trovare i genitori di lei in Sardegna.

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