Microracconto della Domenica n°109 – “Notturno n°16 – O gigolò! Mio gigolò!”

Microracconti

Pubblicato da il 18 settembre 2016 in Microracconti della Domenica

Exult, O shores, and ring, O bells!
But I with mournful tread,
Walk the deck my Captain lies,
Falle cold and dead.
W. Whitman

 

– Da quanti anni io e te ci conosciamo?
Abbastanza per vedere quanto fosse cambiato, sfortunatamente per lui in peggio.

Il solito orologio dal display arancione, quello in alto sopra la grande porta a vetri, affermava che mancava poco alle quattro. Le notti iniziavano a farsi fredde.

Quando il tipo dietro al bancone iniziò a lavorare in quel bordello, all’epoca ancora di classe, l’ex bellone che aveva davanti passava le notti con signore sole, con ragazze alla ricerca di qualcuno che non le facesse sentire zoccole nel realizzare i propri corpi, con donne che potevano stringere un uomo che non fosse preoccupato di rispettare l’angelo sfregiando la persona.

Poi il tempo passò, le signore diventarono vecchie e grasse, le ragazzette trentenni accumularono nei polmoni troppe sigarette. Tutte avevano un quotidiano di storie sentimentali disastrose e aspirazioni a sogni irrealizzabili. E lui era certo, erano le donne ad essere sceme, non sapevano vivere al di fuori della loro idea, sbagliata, del mondo.

– L’amore è un bel romanzo scritto nel ‘200, ha avuto talmente successo che tutti hanno creduto a quella storiella – Non lo aveva mai visto così cinico, non lo immaginava neppure così letterariamente preparato, poi chiese il solito.
Otto anni di rum doppi. L’occhio che si faceva sempre più rosso, l’attaccatura dei capelli che saliva. Ora li portava più corti, i capelli, probabilmente per non dare nell’occhio con quei troppi centimetri di pelle scoperta sulle tempie. L’animale mitologico tatuato sulla schiena usciva dalla manica della maglia spuntando sul braccio, non era più così luminoso, pelle e animale invecchiavano con lui.

– Sai quante si sono innamorate di me?
Quante amico mio? Molte? Moltissime? Tutte? Io sono un’immagine, io non esisto e se esistessi, per quello che sono, tu innamorata di me non saresti all’altezza. Io sono l’ultimo della fila, sono il meno intelligente dei chiacchieroni, sono quello che ha poche idee, sono quello che pensa semplice, quello che pensa che il giusto sia giusto e il bello sia bello e il buono sia buono e il giusto e il bello e il buono siano una roba sola. Quindi mi distruggo di donne che disprezzo e di doppi rum profondamente invecchiati.

Pagò il dovuto e lo salutò. Sarebbe tornato da lì a pochi giorni. Il ragazzo si era sempre chiesto come dovesse sentirsi in tutte quelle notti, mentre guidava verso casa, in quella casa in cui non aveva portato nessuna di quelle donne.

 


Per S. e A.

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