Il disordine nel cuore

Pubblicato da il 13 agosto 2014 in Microracconti

– Quindi vi siete lasciati?
– Diciamo.
– Eh, si sapeva. Me lo sentivo.
– Da che, scusa?
– Non poteva andare.
– Va be’, dici sempre così. Per te non può andare mai niente.

Carla sorseggiava un the alla pesca con sciatteria, mordicchiava la cannuccia con i premolari facendo stridere la plastica leggera tra i denti nervosi.
– No, quello lì, l’ultimo, quello mi piaceva. Andava bene.
– Mamma – sbottò nervosamente sbattendo la lattina sul lavandino – si doveva sposare!
E poi aggiunse, dopo una pausa ben calibrata che desse enfasi al tutto:
– E non con me.

La mamma strinse le labbra e alzò leggermente le sopracciglia, in una espressione a metà tra il divertito e la vergogna per la gaffe appena compiuta. Esitò un po’:
– Sei disordinata. Ecco che hai. Ecco perché non ti dura nulla tra le mani.
– Ma che c’entra adesso?
– Sei disordinata. Troppo. Entri in camera tua e trovi tutto ovunque: calzini sulle mensole, maglie appallottolate, scarpe spaiate.
– Ricominci con questa storia?
– Sei disordinata. Troppo. Non riesci a trovare un posto alle cose. Le persone disordinate che non riescono a trovare un posto alle cose finiscono spesso per non riuscire a trovare un posto neanche alle persone, o a sé stessi nel cuore delle altre persone. Ecco perché. Non sai cosa significhi fare posto, non puoi sapere cosa voglia dire occupare uno spazio. Come pretendi di durare? Dove ti vai a mettere? Dove li metti, questi tizi che frequenti? Sono calzini appallottolati nella tua vita sciatta, che ti trovi lì sulla strada per andare in bagno. Dai loro un calcio distratto e sono già spariti.

– Mamma…

– Devi imparare a dare un posto alle cose e un posto alle persone, a perdere del tempo per mettere in ordine il cuore e ripulirlo, ogni tanto, da quello che non serve più e non fa altro che ingombrare.

Dammi retta, gioia mia: dammi retta.

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